Il mandato di Sepp Blatter alla FIFA non è stato segnato solo da polemiche; è stata una passeggiata sul filo del rasoio legale ed etico durata dieci anni. Sebbene abbia spesso eluso le condanne penali, l’ex presidente è stato più volte nel mirino di importanti scandali finanziari. I problemi sono iniziati presto. Nel 2001, il crollo del partner commerciale della FIFA scatenò un’indagine. Blatter era implicato, le prove sembravano schiaccianti, ma se ne andò pulito. Esonerato. Ha stabilito uno schema.

Anni dopo, la posta in gioco è diventata più alta. Nel 2011, le voci si sono trasformate in accuse formali riguardanti le procedure di gara per i Mondiali del 2018 e del 2022. Russia e Qatar hanno vinto i diritti. I critici hanno sottolineato la corruzione e la frode. Poi è arrivato il maggio 2015. L’FBI ha fatto irruzione nelle suite di un albergo a Zurigo. Diversi dirigenti di alto rango della FIFA sono stati arrestati con l’accusa di racket e riciclaggio di denaro. Blatter non era in manette quel giorno. Ma non era al sicuro.

È stato rapidamente sospeso. Un comitato etico lo ha ritenuto colpevole di aver violato le norme sul conflitto di interessi. È stato interdetto dalle attività calcistiche per otto anni. Un divieto temporaneo dal gioco ha corso per 17 anni. Il mondo osservava. Blatter si dimise poco dopo.

Ma i guai legali non finiscono con le sue dimissioni. Nel 2021 la procura svizzera lo ha nuovamente incriminato. Questa volta l’accusa era di frode. Il punto focale? Un misterioso pagamento del 2011 effettuato a favore di Michel Platini, il suo ex numero due. Perché la FIFA ha pagato milioni a Platini per “servizi di consulenza” che non sembravano mai accadere? La domanda rimase nell’aria per anni. I pubblici ministeri hanno sostenuto che si trattava di un bonus mascherato per mantenere Blatter al potere. Il campo di Blatter lo chiamava lavoro legittimo.

Il processo si trascinò. Testimoni hanno testimoniato. I documenti sono stati esaminati. Poi, alla fine del 2021, è arrivata la sentenza. Blatter è stato assolto. Le accuse di frode non hanno resistito. Scagionato anche Platini. Il sistema giudiziario svizzero ha deciso che non c’erano prove sufficienti per condannare.

Perché l’assoluzione è importante per comprendere la cultura della FIFA

L’assoluzione potrebbe sembrare una vittoria per Blatter, ma non cancella i problemi di fondo. Gli scandali hanno evidenziato quanto le pratiche finanziarie discutibili fossero profondamente radicate nella struttura della FIFA. Anche senza una condanna penale, le violazioni dell’etica sono rimaste. La squalifica dal calcio è rimasta una macchia nella sua eredità.

Per i fan e gli investitori, il caso offre una chiara lezione di governance. La storia di Blatter mostra come personaggi potenti possano affrontare gli scandali attraverso cavilli legali e mancanza di prove conclusive. Sottolinea inoltre l’importanza della supervisione. Da allora la FIFA si è riformata. Ha regole di conformità più severe. Dispone di organi etici indipendenti. Ma l’ombra di quegli arresti del 2015 aleggia ancora.

Lo stesso Blatter ha evitato la prigione. Ha mantenuto la sua libertà. Ma la sua reputazione? Questa è un’altra storia. Gli scandali finanziari, le candidature per la Coppa del Mondo, il pagamento di Platini: fanno tutti parte di una narrazione più ampia sul potere, il denaro e la responsabilità nello sport globale.

Cosa è successo agli altri dirigenti?

Vale la pena notare che mentre Blatter se ne andò libero, altri no. I dirigenti arrestati nel 2015 hanno affrontato le proprie battaglie legali. Alcuni si sono dichiarati colpevoli. Alcuni hanno ricevuto pene detentive