Il metaverso non è solo una parola d’ordine. È una convergenza di spazi digitali immersivi costruiti sulla realtà virtuale e sulla realtà aumentata. Consideralo come un livello online persistente in cui puoi uscire, guardare eventi o acquistare cose. Ma c’è un problema. La tecnologia è ancora in gran parte frammentata. Potresti assistere a un concerto virtuale in un’app e ritrovarti bloccato quando provi a portare l’abito del tuo avatar su una piattaforma di gioco altrove. Questa frammentazione è esattamente ciò che l’industria sta cercando di risolvere.
Al centro della promessa del metaverso c’è l’interoperabilità. Questa è la capacità di spostarsi attraverso diversi mondi virtuali mantenendo intatte la propria identità e le proprie risorse digitali. In teoria, compri una giacca digitale. Lo indossi a una riunione su un’unica piattaforma. Lo porti a un concerto virtuale in un altro. Lo vedi anche in un gioco. In pratica, questo è un lavoro in corso. La maggior parte delle piattaforme oggi sono giardini recintati. Vogliono che tu rimanga. Vogliono che tu spenda. Non vogliono che i tuoi dati o le tue risorse lascino il loro ecosistema.
La connessione Web3 e gli asset digitali
Alcune piattaforme hanno cercato di risolvere il problema della proprietà con le tecnologie Web3. Ciò significa utilizzare blockchain e token non fungibili (NFT) per dimostrare chi possiede cosa. L’idea è semplice. Se possiedi un NFT che rappresenta un oggetto digitale, lo possiedi. Periodo. Nessuna azienda può revocare il tuo accesso. Puoi venderlo o spostarlo in un marketplace compatibile. Ciò crea un senso di veri diritti di proprietà digitale che i giochi online tradizionali raramente offrono.
Tuttavia, la visione di un metaverso Web3 completamente interconnesso è ancora lontana. Molte piattaforme utilizzano la blockchain per elementi specifici ma mantengono chiusa l’infrastruttura sottostante. Questo crea un modello ibrido. Ottieni la sicurezza della proprietà dei token in alcune aree ma la comodità dei server centralizzati in altre. Il compromesso è chiaro. Ottieni potenziale liquidità per i tuoi asset ma spesso perdi l’esperienza fluida di un mondo unificato.
Utilità del mondo reale e commercio virtuale
Il metaverso non riguarda solo avatar e chiacchiere inutili. Gli utenti possono interagire, partecipare a eventi dal vivo e acquistare beni digitali. Ancora più importante, alcune vetrine virtuali ora ti consentono di acquistare prodotti fisici. Potresti progettare una scarpa da ginnastica in un laboratorio virtuale e poi farla produrre e spedire a casa tua. Ciò colma il divario tra impegno digitale e commercio nel mondo reale. Trasforma lo spazio virtuale in un mercato funzionale.
Ma l’esperienza varia notevolmente. Alcune piattaforme offrono grafica ad alta fedeltà e interazioni fluide. Altri si sentono goffi e disconnessi. Il livello di immersione dipende dal tuo hardware. Uno smartphone base offre una visuale limitata. Un visore VR apre più possibilità ma comporta un costo più elevato e una curva di apprendimento più ripida. Non esiste un unico metaverso. Esistono molti ecosistemi concorrenti, ciascuno con le proprie regole, valuta e limitazioni.
Perché l’interoperabilità è importante
Senza interoperabilità, il metaverso rimane un insieme di silos. Costruisci una reputazione in un mondo. Non significa nulla in un altro. Spendi soldi in articoli digitali. Non puoi usarli altrove. Ciò limita la proposta di valore sia per gli utenti che per i creatori. La vera interoperabilità consentirebbe un’economia digitale più fluida. Permetterebbe agli utenti di curare la propria identità su tutte le piattaforme. Incoraggerebbe l’innovazione consentendo agli sviluppatori di basarsi su standard condivisi.
Per raggiungere questo obiettivo è necessaria la cooperazione tra
















