Con l’intensificarsi della polarizzazione politica, il prezzo da pagare per candidarsi a una carica non riguarda più solo la pubblicità e l’organizzazione di base, ma riguarda sempre più la sopravvivenza fisica e digitale. Un nuovo rapporto del Security Project apartitico rivela un’impennata sconcertante delle spese legate alla sicurezza da parte dei candidati federali e dei comitati di azione politica (PAC).

Durante il ciclo elettorale del 2024, la spesa per la sicurezza è stata più di cinque volte superiore rispetto al ciclo del 2016. Questo spostamento finanziario riflette una triste realtà: i dipendenti pubblici si trovano ad affrontare un’ondata di violenza e molestie in rapida crescita.

Un’ondata di minacce e violenza mirata

L’impennata della spesa è una risposta diretta al drammatico aumento delle minacce contro i funzionari e le loro famiglie. I dati dipingono un quadro inquietante dell’attuale clima politico:

  • Vulnerabilità familiare: una ricerca della Public Service Alliance mostra che le minacce segnalate contro le famiglie dei dipendenti pubblici sono aumentate vertiginosamente del 3.700% tra il 2015 e il 2025.
  • Escalation localizzata: In Minnesota, una recente indagine ha rilevato che le minacce contro i lavoratori del Campidoglio sono passate da 18 incidenti nel 2024 a 92 nel 2025, con decine di altri verificatisi all’inizio del 2026.
  • Impatto bipartisan: la violenza non è limitata a un’ideologia. Dagli uffici legali vandalizzati alle sparatorie mirate, i funzionari di entrambi i principali partiti politici riferiscono di essere stati bersaglio di molestie e attacchi fisici.

“Nessun candidato, indipendentemente dal partito… dovrebbe valutare il servizio in una carica pubblica rispetto alle minacce a se stesso o alle sue famiglie”, afferma Justin Sherman, vicepresidente ad interim del Security Project.

Dove vanno i soldi: difesa fisica e difesa digitale

Il rapporto, che ha analizzato i dati della Federal Election Commission (FEC) dell’ultimo decennio, identifica due aree principali in cui i budget elettorali vengono dirottati verso la protezione:

1. Sicurezza digitale

Mentre la guerra politica si sposta online, il costo della protezione delle impronte digitali è esploso. La spesa per servizi come la cancellazione dei dati e il monitoraggio delle minacce online è aumentata di quasi il 400%, da circa 184.000 dollari nel ciclo di otto anni fa a oltre 900.000 dollari nel ciclo 2023-2024.

2. Sicurezza fisica della casa

Anche la protezione delle residenze private dei candidati è diventata una priorità. La spesa per misure di sicurezza domestica – come allarmi e recinzioni – è più che raddoppiata dal ciclo 2017-2018 (130.000 dollari) al ciclo 2023-2024 (oltre 300.000 dollari).

La battaglia legislativa per la protezione

Poiché le leggi attuali sono spesso obsolete, molte legislature statali si stanno affrettando a riformare il modo in cui i candidati possono finanziare la propria sicurezza. Attualmente, solo una manciata di stati consente esplicitamente che i fondi delle campagne elettorali vengano utilizzati per la sicurezza personale.

Le principali tendenze legislative includono:
Ridefinizione dei fondi per la campagna: Nello Utah, nuove leggi consentono ai candidati di utilizzare i fondi della campagna per i sistemi di sicurezza nelle loro case e uffici.
Protezione della privacy: In Minnesota, a seguito di una sparatoria mortale che ha coinvolto legislatori statali, nuovi progetti di legge mirano a oscurare gli indirizzi di casa dei candidati dai documenti elettorali pubblici per prevenire lo stalking.
Sicurezza finanziata dallo Stato: la Conferenza nazionale delle legislature statali (NCSL) ha lanciato un fondo per fornire pari risorse di sicurezza, come il monitoraggio della privacy e la formazione sull’autodifesa, a tutti i legislatori, indipendentemente dal partito.

Perché questo è importante per la democrazia

Il crescente costo della sicurezza solleva una questione fondamentale sull’accessibilità del servizio pubblico. Quando candidarsi per una carica richiede ingenti risorse finanziarie solo per garantire la sicurezza fisica di base, si crea una barriera all’ingresso. Questa tendenza rischia di trasformare il servizio pubblico in un privilegio riservato solo a coloro che possono permettersi di proteggersi, mettendo potenzialmente da parte le diverse voci che non dispongono della ricchezza personale o elettorale necessaria per mitigare questi rischi.


Conclusione: Il massiccio aumento della spesa per la sicurezza politica è un sintomo di una crisi più profonda: un aumento della violenza politicamente motivata che sta costringendo i legislatori a dare priorità alla sicurezza personale rispetto alle campagne tradizionali, alterando radicalmente il panorama del servizio pubblico.