L’escalation del conflitto in Iran ha spinto i mercati energetici globali sull’orlo dello scenario peggiore. I recenti attacchi sia di Israele che dell’Iran contro le principali infrastrutture del petrolio e del gas hanno interrotto le linee di approvvigionamento, facendo salire i prezzi e minacciando gravi conseguenze economiche. L’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) ha esortato i consumatori a ridurre il consumo di energia – lavorando da casa, guidando più lentamente e limitando l’uso di fornelli a gas – per mitigare l’impatto immediato degli shock dei prezzi.

Blocco dello Stretto di Hormuz e danni alle infrastrutture

La situazione è disastrosa: il conflitto ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima vitale per le esportazioni di petrolio e gas del Medio Oriente, comprese quelle dei paesi OPEC. I prezzi del petrolio sono saliti oltre i 100 dollari al barile in seguito agli attacchi iniziali, livelli che non si vedevano dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022.

Tuttavia, la situazione è peggiorata quando gli attacchi missilistici hanno iniziato a colpire direttamente gli impianti di produzione. Gli attacchi israeliani contro l’Iran e i giacimenti di gas del Qatar, in particolare il giacimento di South Pars (il più grande del mondo), sono stati accolti con ritorsioni iraniane, danneggiando infrastrutture energetiche cruciali. QatarEnergy stima che il 17% della sua capacità di GNL sarà offline per i prossimi cinque anni, costringendola a invocare forza maggiore sui contratti con acquirenti europei e asiatici.

Questo livello di danno non è facilmente reversibile. Una volta finiti i conflitti, il continuo aumento dei prezzi del petrolio sarà probabilmente dovuto alle perdite di produzione. L’IEA ha avvertito che questa è la più grande minaccia all’approvvigionamento energetico globale nella storia, con i mercati finanziari che ne sottovalutano l’intero impatto.

Effetti economici a catena: condizioni depressive

Gli analisti avvertono che la potenziale interruzione è paragonabile allo shock della domanda globale della pandemia del 2020, ma senza le corrispondenti misure di chiusura. Rory Johnston, un ricercatore del mercato petrolifero, afferma senza mezzi termini che la chiusura prolungata dello Stretto potrebbe innescare condizioni “depressive”: niente automobili, niente aerei, ma nessun blocco legato alla pandemia per compensare.

Gli Stati Uniti non perderanno la fornitura diretta di petrolio e gas, ma i consumatori ne sentiranno gli effetti attraverso l’aumento dei prezzi del carburante e l’aumento dei costi per le merci trasportate via camion. L’aumento dei prezzi dei fertilizzanti, vitali per la semina primaverile, metterà ulteriormente a dura prova l’economia. Le compagnie aeree stanno già aumentando le tariffe e tagliando i voli a causa dei costi del carburante.

Interruzione della catena di approvvigionamento delle materie prime

La guerra non ha un impatto solo sull’energia: anche la produzione petrolchimica, i materiali semiconduttori e altri beni cruciali sono soffocati. La crisi mette a nudo la fragilità delle catene di approvvigionamento globali e l’interconnessione dell’economia mondiale.

L’incertezza alla Casa Bianca aggrava la crisi

La situazione è ulteriormente complicata dai messaggi incoerenti dell’amministrazione Trump. La mancanza di una chiara strategia di uscita o di obiettivi definiti alimenta l’incertezza del mercato. Sebbene l’amministrazione abbia adottato misure di emergenza, come la deroga temporanea al Jones Act, il rischio di un’escalation rimane alto. Trump ha esplicitamente minacciato massicce ritorsioni contro l’Iran se il Qatar venisse nuovamente attaccato.

La crisi attuale ha superato anche le aspettative più pessimistiche. La profondità del conflitto ha scioccato gli esperti, sottolineando la gravità della situazione.

La guerra in corso in Iran rappresenta una minaccia senza precedenti alla sicurezza energetica globale e alla stabilità economica, con conseguenze potenziali di gran lunga superiori a quelle dei conflitti precedenti. La mancata riduzione della tensione potrebbe innescare una grave recessione globale o qualcosa di peggio.