Per oltre cinque anni, Rodney Gorham ha vissuto con un’interfaccia cervello-computer (BCI) impiantata nel suo cranio. Questo traguardo lo rende uno dei soggetti umani più longevi in ​​un campo che corre per connettere le menti alle macchine. Gorham, 65 anni, soffre di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) ed è completamente paralizzato, incapace di camminare, parlare o muovere le mani. L’impianto, sviluppato da Synchron, gli consente di controllare i dispositivi digitali utilizzando solo il pensiero, fornendo un’ancora di salvezza in un mondo sempre più dipendente dalla tecnologia.

L’evoluzione del controllo del pensiero

Synchron è una delle numerose aziende, tra cui Neuralink di Elon Musk, che spinge la tecnologia BCI verso la fattibilità commerciale. L’esperienza di Gorham è stata fondamentale per questo progresso: ha avuto un ruolo chiave nel perfezionamento sia dell’hardware che del software negli ultimi cinque anni. Sebbene Nathan Copeland detenga il record di utente BCI più longevo (oltre 10 anni con impianti Blackrock Neurotech), il viaggio di Gorham è particolarmente rilevante perché ha contribuito a dare forma alla prima generazione di prodotti BCI focalizzati sul mercato.

Lo Stentrode, il dispositivo di punta di Synchron, è un tubo a rete inserito attraverso una vena giugulare e posizionato contro la corteccia motoria, la regione del cervello che controlla il movimento. Trasmette segnali neurali a un ricevitore nel torace, quindi in modalità wireless a dispositivi esterni. L’obiettivo iniziale era il controllo di base: clic singoli, quindi clic multipli e infine interazioni più sfumate come il controllo del volume. Da allora Gorham ha dimostrato la capacità di spostare il cursore di un computer, un passo avanti verso il pieno controllo 2D.

La connessione Apple e le applicazioni del mondo reale

La partecipazione di Gorham si estende oltre il laboratorio. Ha contribuito direttamente alla funzione Switch Control di Apple, consentendo agli utenti BCI di utilizzare iPhone, iPad e Vision Pro con il pensiero. Le dimostrazioni lo mostrano mentre controlla altoparlanti intelligenti, luci, mangiatoie per animali domestici e persino un aspirapolvere robotico da remoto dalla sua casa a Melbourne, in Australia.

L’ingegnere clinico sul campo di Synchron, Zafar Faraz, visita Gorham due volte alla settimana per monitorare le prestazioni, risolvere i problemi e raccogliere dati. Questo processo iterativo ha rivelato aspetti critici, come l’impraticabilità di fare affidamento su un ricevitore cablato montato sul petto. Il design di prossima generazione eliminerà tale componente, rispondendo alla necessità di supporto degli operatori sanitari e garantendo l’usabilità a lungo termine.

Sfide e considerazioni etiche

Il processo di sviluppo non è stato privo di ostacoli. Con il progredire della SLA di Gorham, l’utilizzo dell’impianto diventa sempre più faticoso. Ora lotta con interazioni prolungate, anche semplici messaggi di testo. Ciò solleva domande fondamentali sulla fattibilità a lungo termine delle BCI per i pazienti con malattie degenerative.

Il campo affronta anche questioni più ampie: come si misura l’efficacia di un dispositivo che non “cura” una malattia? L’assicurazione coprirà i dispositivi costosi impiantati chirurgicamente con una durata di vita limitata? La SLA ha una prognosi infausta, ma molti pazienti vivono più a lungo del previsto. Le aziende devono considerare questi fattori umani: ogni paziente è unico.

Il futuro delle interfacce cervello-macchina

Sebbene le BCI siano promettenti per le persone con paralisi stabile (ad esempio, lesioni del midollo spinale), anche loro possono affrontare un affaticamento mentale dovuto all’uso prolungato. L’industria sta imparando che la semplicità e la cordialità degli operatori sanitari sono fondamentali. I cinque anni di Rodney Gorham con un impianto cerebrale hanno fornito lezioni inestimabili.

Il vero test sarà ampliare questa tecnologia, garantendo che rimanga utilizzabile e vantaggiosa per i pazienti, non solo un affascinante risultato scientifico.