Per decenni, l’herpes zoster – una dolorosa riattivazione del virus della varicella – è noto principalmente per il suo dolore debilitante ai nervi. Tuttavia, prove crescenti suggeriscono che la vera minaccia della Varicella zoster va ben oltre il disagio: potrebbe accelerare silenziosamente l’invecchiamento cerebrale e aumentare il rischio di demenza.
Il collegamento inaspettato: dal dolore nervoso al declino cognitivo
La connessione tra l’herpes zoster e il declino cognitivo ha preso piede per la prima volta dopo un caso di studio sorprendente nel 2016. Un docente universitario in Colorado ha sperimentato una rapida perdita di memoria, difficoltà di concentrazione e problemi di linguaggio. I test medici iniziali non sono riusciti a individuare la causa, ma quando il docente ha ricordato una precedente epidemia di herpes zoster, i test hanno confermato una riattivazione virale. Il trattamento con l’aciclovir antivirale ha invertito i suoi sintomi, innescando indagini più approfondite.
I neurovirologi ora credono che l’herpes zoster non sia solo un problema nervoso localizzato; è una minaccia sistemica per la salute del cervello. Il virus può riattivarsi a causa di stress, malattia (come Covid-19) o indebolimento del sistema immunitario. Molte riattivazioni sono addirittura silenziose e si verificano senza sintomi evidenti. Una volta riattivato, il virus sfrutta i sistemi di trasporto interni del cervello per diffondersi più in profondità nel sistema nervoso.
Come l’herpes zoster danneggia il cervello
I ricercatori hanno identificato diversi meccanismi attraverso i quali la Varicella zoster accelera l’invecchiamento del cervello:
- Danno al DNA e mitocondriale: Il virus danneggia direttamente i neuroni, accelerando l’invecchiamento biologico a livello cellulare.
- Infiammazione delle arterie cerebrali: L’herpes zoster provoca infiammazione cronica, restringendo i vasi sanguigni e aumentando il rischio di ictus dell’80% nel primo mese dopo l’infezione, rimanendo più alto del 20% un anno dopo. Questo danno vascolare contribuisce anche alla demenza vascolare.
- Sinergia del virus dell’herpes: La riattivazione dell’herpes zoster può innescare la riattivazione del virus dell’Herpes simplex 1 (HSV-1), inondando il cervello con due virus dannosi contemporaneamente. Alcuni ricercatori suggeriscono che il vaccino contro l’herpes zoster potrebbe essere efficace perché impedisce a entrambi i virus di riattivarsi.
Il ruolo emergente della vaccinazione
Studi recenti sottolineano il potere protettivo del vaccino contro l’herpes zoster. Una ricerca dell’Università di Stanford suggerisce che potrebbe prevenire un nuovo caso di demenza su cinque, mentre altri studi collegano la vaccinazione a un invecchiamento biologico più lento.
Il virus rimane dormiente nel sistema nervoso dopo l’infezione da varicella infantile. Poiché l’immunità diminuisce con l’età, le riattivazioni diventano più frequenti. Rafforzare le difese immunitarie attraverso la vaccinazione sembra essere uno dei modi più efficaci per contrastare questa minaccia.
Prevenzione e ricerca futura
Gli esperti suggeriscono di espandere le raccomandazioni sui vaccini oltre l’attuale soglia dei 50 anni, potenzialmente con richiami multipli. Alcuni ricercatori sostengono addirittura l’uso di test rapidi sulla saliva per rilevare la riattivazione durante i periodi di stress, consentendo un intervento antivirale precoce. Il virus risponde bene ai farmaci antivirali, considerati sicuri per il trattamento.
I risultati rafforzano l’importanza della vaccinazione contro la varicella infantile e dell’immunizzazione dell’herpes zoster negli adulti per proteggere la salute del cervello a lungo termine. Il vero impatto della Varicella zoster è sottostimato, ma è un virus altamente curabile.




















