Il prossimo film Michael è destinato a diventare uno dei film biografici musicali di maggior successo della storia, con incassi previsti al botteghino statunitense di 70 milioni di dollari. Eppure, nonostante il suo slancio commerciale, il film ha acceso un feroce conflitto ideologico online. Questo dibattito non riguarda solo un film; è una lotta fondamentale su come definiamo la verità, la celebrità e il rapporto tra il lavoro di un artista e la sua condotta personale.

Una storia di due narrazioni

La controversia nasce da un’enorme disconnessione tra il modo in cui il film ritrae Michael Jackson e quanto della sua vita copre effettivamente.

  • L’approccio del film: Il regista Antoine Fuqua ha creato una narrazione incentrata sul genio musicale di Jackson. Il film si concentra su pietre miliari che definiscono la carriera, come la creazione del video musicale “Thriller”, inquadrando di fatto Jackson come un’icona di virtù artistica.
  • Gli anni mancanti: Il film si interrompe bruscamente nel 1988, cancellando di fatto i due decenni più controversi della vita di Jackson. Ciò include le numerose accuse di abusi sessuali e le battaglie legali che hanno caratterizzato i suoi ultimi anni.

Questa versione “sanificata” della storia non è semplicemente una scelta creativa ma una necessità legale e finanziaria. I rapporti indicano che si è verificata una nuova ripresa da 15 milioni di dollari dopo che una scena raffigurante un raid della polizia del 1993 è stata rimossa a causa di restrizioni legali. Inoltre, poiché gli eredi di Jackson detengono potere di veto sull’uso della sua musica, la capacità del film di esplorare il lato più oscuro di Jackson è stata notevolmente ridotta.

Il dibattito “Artista contro azione”.

La reazione negativa ha diviso l’opinione pubblica in due campi distinti, riflettendo una tensione culturale più ampia riguardo alla “cultura dell’annullamento” e alla responsabilità storica.

  1. The Defenders: I fan di Jackson sostengono che la sua eredità musicale dovrebbe essere giudicata in base ai propri meriti. Sostengono che le accuse non dovrebbero eclissare i suoi successi senza precedenti, tra cui 13 singoli al numero uno e due inserzioni nella Rock & Roll Hall of Fame. Per questo gruppo, il film è un modo per rivendicare il mito dell’artista.
  2. I critici: Gli oppositori sostengono che un vero film biografico deve fornire un’immagine completa e inflessibile di una persona. Considerano l’omissione nel film della presunta cattiva condotta di Jackson come una mancanza di responsabilità. Come ha notato un critico, terminare la storia con l’uscita dell’album Bad è come terminare un film biografico su OJ Simpson nel momento in cui vince l’Heisman Trophy: ignora la realtà inevitabile e trasformativa della sua vita.

Un’eredità fratturata

Il conflitto è ulteriormente complicato dal fatto che anche la famiglia di Jackson è divisa. Mentre suo nipote, Taj Jackson, ha promesso di “rivendicare la narrazione” dai media, altri membri della famiglia hanno preso le distanze dal progetto. Sua figlia, Paris Jackson, ha criticato il film per aver assecondato uno specifico segmento del fandom che preferisce “la fantasia” alla realtà.

Questa frammentazione evidenzia un cambiamento significativo nei media moderni: l’era della “narrativa collettiva” è finita. Nell’era digitale, non esiste più un’unica versione universalmente accettata della storia di una celebrità. Invece, il pubblico “scolpisce le proprie verità” attraverso i social media, documentari come Leaving Neverland e film biografici altamente curati.

Conclusione

In definitiva, è improbabile che Michael cambi la posizione di Michael Jackson nella cultura pop; la sua influenza è troppo profondamente radicata nel tessuto musicale globale per essere cancellata. Invece, il film funge da parafulmine per una domanda molto più ampia: in un’epoca di informazioni frammentate, potremo mai veramente essere d’accordo sulla “verità” della vita di una persona?