La NASA è pronta a inviare gli astronauti nello spazio più lontano che mai con la missione Artemis II, un sorvolo lunare di dieci giorni previsto per il lancio tra il 1 aprile e il 6 aprile. Questa missione non è semplicemente una ripetizione di Apollo; è un passo fondamentale per stabilire una presenza umana a lungo termine oltre la Terra e un precursore di eventuali missioni con equipaggio su Marte. Il viaggio metterà alla prova tecnologie all’avanguardia, spingerà i confini della resistenza umana e fornirà una visione senza precedenti del lato nascosto della Luna.
Il potere di lanciare
La missione si basa sullo Space Launch System (SLS), il razzo più potente mai costruito. Il suo stadio centrale da solo contiene oltre 733.000 galloni di propellente – 537.000 galloni di idrogeno liquido e 196.000 galloni di ossigeno liquido – che si accende con 1,7 milioni di libbre di spinta dai suoi quattro motori. Due propulsori a razzo solido contribuiscono con ulteriori 6,6 milioni di libbre di spinta, sollevando l’SLS alto 322 piedi dalla rampa di lancio. La portata dell’operazione è immensa; come afferma Nathalie Quintero, responsabile delle operazioni core stage di Boeing SLS, “È come se un intero edificio si sollevasse in aria”.
Il razzo è stato sottoposto a un breve ritorno al Vehicle Assembly Building (VAB) all’inizio di quest’anno per risolvere un problema con il caricamento dell’elio, ma ora è pronto per il decollo. Ciò sottolinea le complessità intrinseche dei viaggi nello spazio profondo.
Oltre Apollo: una nuova era di esplorazione lunare
Artemis II segna la prima missione con equipaggio sulla Luna dai tempi dell’Apollo 17 nel 1972. L’equipaggio di quattro persone – il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e lo specialista di missione Jeremy Hansen – volerà entro 4.600 miglia dalla superficie lunare, più in alto di qualsiasi missione Apollo. Questa traiettoria consentirà loro di osservare caratteristiche mai viste prima dall’occhio umano, comprese le regioni inesplorate del lato nascosto della Luna.
L’equipaggio sperimenterà un blackout delle comunicazioni di 30-50 minuti mentre passa dietro la Luna, ma il profitto scientifico è significativo. Il geologo lunare Kelsey Young sottolinea che l’antica crosta indisturbata del lato nascosto contiene indizi sulla formazione del sistema solare e sul potenziale della vita altrove.
I rischi dello spazio profondo
I viaggi nello spazio profondo sono intrinsecamente più pericolosi delle missioni in orbita terrestre bassa. Come sottolinea il vice direttore del programma Orion di Lockheed Martin, Paul Anderson, “Dalla luna, ti mancano al massimo quattro giorni per tornare a casa”. L’equipaggio dell’Artemis II percorrerà circa 240.000-250.000 miglia dalla Terra, una distanza che presenta sfide uniche.
Lo scudo termico della capsula Orion sarà testato durante il rientro, dove la navicella entrerà nell’atmosfera a 25.000 miglia all’ora e sopporterà temperature di 3.000 gradi Fahrenheit. I problemi identificati durante la missione Artemis I senza equipaggio, riguardanti l’eccessiva carbonizzazione dello scudo termico, sono stati risolti con un angolo di rientro più ripido.
La visione a lungo termine
Artemis II è un trampolino di lancio verso l’obiettivo a lungo termine della NASA di stabilire una presenza lunare permanente. Le missioni future, tra cui Artemis III nel 2027, metteranno alla prova i lander lunari di SpaceX e Blue Origin, aprendo la strada agli astronauti per camminare nuovamente sulla Luna. L’obiettivo finale è utilizzare la Luna come punto di partenza per missioni su Marte e oltre.
Le sfide sono significative. Rifornire un lander in orbita terrestre prima di inviarlo sulla Luna – un’impresa per la prima volta – aggiunge un ulteriore livello di complessità. Come osserva il professore aerospaziale della Purdue Daniel Dumbacher: “Abbiamo un’intera nuova generazione che non è mai andata sulla Luna prima… avete ancora una squadra e un’industria che deve dimostrare a se stessa di poterlo fare”.
“Spero che saremo dimenticati”, dice il comandante Wiseman. “Se veniamo dimenticati, allora Artemis ha avuto successo. Abbiamo umani su Marte. Abbiamo umani sulle lune di Saturno. Ci stiamo espandendo nel sistema solare.”
La missione Artemis II è un’impresa ad alto rischio, ma, in caso di successo, aprirà un nuovo capitolo nell’esplorazione umana dello spazio, spingendo i confini di ciò che è possibile e ponendo le basi per un futuro interplanetario.



















