Gli Stati Uniti si stanno preparando per un periodo di tempo altamente instabile, guidato da una combinazione di caldo da record, manto nevoso criticamente basso e dal potenziale emergere di un forte evento di El Niño. Anche se nel 2024 si sono verificati relativamente pochi disastri climatici di rilievo, i prossimi mesi promettono una brusca inversione di tendenza, con condizioni che probabilmente persisteranno anche nel prossimo anno. Queste tendenze sono importanti perché metteranno alla prova le infrastrutture, l’agricoltura e i sistemi di risposta alle emergenze in tutto il Paese.
Calore senza precedenti in Occidente
A partire da questa settimana, una potente cresta di alta pressione porterà temperature senza precedenti sull’Ovest americano. Il National Weather Service (NWS) prevede massime record diffuse che si estendono fino all’estremo oriente del Missouri e del Tennessee, con avvisi di caldo già emessi per California, Arizona, Nevada, Wyoming, Nebraska, South Dakota e Colorado. Lo scienziato del clima Daniel Swain della UC Agriculture and Natural Resources la descrive come “la cresta più forte che abbiamo osservato al di fuori dell’estate in qualsiasi mese”. Anche il caldo non è fugace; alcune aree stanno superando i record giornalieri da oltre una settimana, con previsioni che indicano almeno altri 7-10 giorni di condizioni estreme. Ciò significa che i massimi record potrebbero essere superati anche ad aprile e maggio.
Carenze del manto nevoso e rischio di incendi
Il caldo anticipato sta esacerbando una situazione già disastrosa: i livelli del manto nevoso occidentale sono estremamente bassi, attualmente inferiori al 50% della media in molti stati. Il manto nevoso funge da serbatoio naturale, fornendo il 60-70% dell’approvvigionamento idrico della regione. Questa carenza peggiorerà lo stress idrico sui grandi fiumi come il Colorado, che serve 40 milioni di persone in sette stati, e potrebbe intensificare le tensioni politiche esistenti sui diritti idrici. Il caldo asciugherà ulteriormente il suolo e la vegetazione, creando le condizioni ideali per gli incendi. Il basso manto nevoso ha già ucciso alberi e ridotto il flusso dei corsi d’acqua, rendendo la prossima stagione degli incendi particolarmente pericolosa.
La minaccia emergente del El Niño
In aggiunta al caos, il Servizio Meteorologico Nazionale prevede una probabilità superiore al 60% che un forte evento di El Niño si sviluppi entro agosto o settembre. El Niño è un modello climatico naturale che ridistribuisce il calore dell’Oceano Pacifico, aumentando tipicamente la temperatura globale di 1,2°C. Anche se gli effetti specifici variano, El Niño spesso porta condizioni più fresche e umide nel sud-est e nel sud-ovest, ma aumenta anche il rischio di temporali secchi che potrebbero innescare incendi. L’ultimo forte El Niño nel 2016 ha innescato colate di fango nella California colpita dalla siccità a seguito di forti piogge.
Il cambiamento climatico ne amplifica gli effetti
Questi eventi naturali si stanno verificando sullo sfondo del cambiamento climatico causato dall’uomo, che ha già riscaldato il pianeta di 1,4°C. Ciò significa che qualsiasi El Niño o ondata di caldo avrà un impatto molto maggiore rispetto al passato. Come osserva lo scienziato del clima Zeke Hausfather di Berkeley Earth, “Avrai un impatto molto maggiore dal calore, ad esempio, se inizi a quel livello rispetto a 150 anni fa”. La convergenza di questi fattori suggerisce che gli Stati Uniti stanno entrando in un periodo di prolungata instabilità climatica.
Il prossimo anno sarà probabilmente caratterizzato da eventi meteorologici estremi e dalle conseguenze a cascata che porteranno. Gli effetti combinati del caldo record, dell’esaurimento del manto nevoso e di un potenziale El Niño metteranno alla prova la resilienza delle comunità in tutto il Paese.
