Il mercato azionario rimane il motore dominante della crescita della ricchezza, in particolare per il 10% più ricco e soprattutto per l’1% più ricco. Dati recenti della CNBC e della Federal Reserve rivelano che le azioni societarie e le quote di fondi comuni di investimento detenute dagli americani più ricchi sono aumentate da 39mila miliardi di dollari a 44mila miliardi di dollari, con l’1% più ricco che ora controlla oltre la metà (50,2%) di tutte le azioni azionarie statunitensi nel terzo trimestre del 2025.
Le azioni sovraperformano le obbligazioni nel lungo termine
Storicamente, le azioni hanno sovraperformato significativamente gli asset a reddito fisso a causa del loro rischio intrinsecamente più elevato. L’analisi dei rendimenti dal 1920 al 2019 mostra che le azioni statunitensi e canadesi hanno registrato un rendimento annuo medio del 10,9% (8,2% corretto per l’inflazione), mentre le obbligazioni hanno reso solo il 4,9% (2,3% corretto per l’inflazione). Ciò significa che gli investitori azionari hanno visto rendimenti più di 3,6 volte superiori nel lungo periodo.
Tuttavia, rendimenti più elevati comportano una maggiore volatilità e le performance passate non sono mai una garanzia di risultati futuri.
La strategia più semplice spesso funziona meglio
Per gli investitori medi, i consulenti finanziari raccomandano un approccio semplice: investimenti a lungo termine, ampia diversificazione e pianificazione orientata agli obiettivi. Ciò è supportato da ricerche che dimostrano che semplicemente acquistare e detenere un fondo indicizzato S&P 500 può sovraperformare anche i migliori fondi di dotazione universitaria. Dal 2016 al 2025, l’S&P 500 ha registrato un rendimento annuo medio del 13,7% rispetto al 9,2% delle dotazioni della Ivy League.
L’approccio più efficace per la maggior parte delle persone è “il pensiero a lungo termine, un’ampia diversificazione e una pianificazione orientata agli obiettivi”. – Paul Ferrara, Senior Wealth Counselor presso Avenue Investment Management
La disparità di ricchezza è esacerbata da questi rendimenti, poiché coloro che dispongono di capitale sono nella posizione migliore per beneficiare della crescita a lungo termine del mercato azionario. Questa tendenza solleva interrogativi sulla disuguaglianza sistemica e sul ruolo dei mercati finanziari nell’ampliamento del divario di ricchezza.
Conclusione: I dati confermano che la ricchezza del mercato azionario è sempre più concentrata ai vertici, spinta da rendimenti superiori a lungo termine. Per gli investitori medi, una semplice strategia di fondi indicizzati può produrre risultati migliori anche rispetto ai fondi istituzionali, ma rimane il problema di fondo della disuguaglianza della ricchezza.
