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L’ICE ora utilizza l’intelligenza artificiale per elaborare i suggerimenti sull’applicazione dell’immigrazione

L’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti sta implementando attivamente strumenti di intelligenza artificiale (AI) sviluppati da Palantir per analizzare e riassumere i suggerimenti inviati tramite il suo modulo pubblico online. Un inventario del Dipartimento per la sicurezza interna (DHS) pubblicato di recente rivela che l’agenzia ha iniziato a utilizzare questo servizio “AI Enhanced ICE Tip Processing” nel maggio 2025. Il sistema è progettato per accelerare le indagini identificando rapidamente casi urgenti e traducendo richieste non inglesi.

L’intelligenza artificiale genera riepiloghi “BLUF” – gergo militare per “bottom line up front” – fornendo agli investigatori una panoramica concisa dei suggerimenti ricevuti. Il DHS afferma che lo strumento riduce lo sforzo manuale richiesto per classificare le richieste, semplificando le operazioni ICE. I modelli utilizzati sono modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) disponibili in commercio formati su set di dati pubblici, senza formazione aggiuntiva specifica dell’agenzia. Ciò significa che l’intelligenza artificiale opera esclusivamente sulle informazioni esistenti, senza perfezionamenti personalizzati utilizzando i dati ICE.

Ruolo di lunga data di Palantir con ICE

Palantir è uno dei principali appaltatori dell’ICE dal 2011, fornendo strumenti analitici per l’applicazione delle norme. Questa nuova integrazione con l’intelligenza artificiale segna il primo caso pubblicamente noto di Palantir che elabora le richieste di suggerimenti per l’agenzia. Il lavoro è stato menzionato in un pagamento di 1,96 milioni di dollari nel settembre 2025 per modificare l’Investigative Case Management System (ICM), una versione della piattaforma Gotham di Palantir, per includere una “Tipline and Investigative Leads Suite”. Lo strumento potrebbe essere un aggiornamento dell’attuale FALCON Tipline, in uso dal 2012 circa.

La FALCON Tipline elabora suggerimenti provenienti dal pubblico o dalle forze dell’ordine riguardanti “sospette attività illegali”. Gli agenti dell’HSI interrogano quindi vari database prima di scrivere rapporti investigativi e riferire i casi agli uffici DHS competenti. Non è chiaro quanto di questo processo sia ora assistito dall’intelligenza artificiale, ma l’implementazione dello strumento suggerisce un cambiamento significativo verso l’analisi automatizzata.

Preoccupazioni interne ed espansione degli strumenti di intelligenza artificiale

Recenti discussioni interne a Palantir, provocate da una sparatoria mortale che ha coinvolto agenti federali, mostrano la pressione dei dipendenti per affrontare il ruolo dell’azienda nell’applicazione dell’ICE. La leadership ha risposto aggiornando la wiki interna di Palantir, difendendo il lavoro come miglioramento dell’efficacia operativa dell’ICE. La wiki evidenzia tre aree chiave: “Priorità e targeting delle operazioni di contrasto”, “Monitoraggio dell’autoespulsione” e “Operazioni sullo stile di vita dell’immigrazione”.

Oltre all’intelligenza artificiale per l’elaborazione delle mance, l’inventario del DHS elenca anche “Enhanced Leads Identification & Targeting for Enforcement (ELITE)”. Questo strumento crea mappe che identificano potenziali obiettivi di deportazione utilizzando i dati del Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS). Sebbene il DHS affermi che i risultati di ELITE si limitano a indirizzare i dati e non hanno un impatto diretto sulle decisioni, il sistema consente chiaramente operazioni di applicazione più mirate.

Coinvolgimento pubblico e maggiore applicazione

L’ICE e la Casa Bianca hanno incoraggiato attivamente la partecipazione del pubblico all’invio di segnalazioni, con post dell’ICE sui social media che invitano i cittadini a “contribuire a rendere la vostra comunità più sicura” segnalando attività sospette. Questa espansione dell’applicazione assistita dall’intelligenza artificiale solleva interrogativi sulla privacy, sui pregiudizi e sul potenziale di sfondamento nell’applicazione delle norme sull’immigrazione. La crescente dipendenza da strumenti automatizzati suggerisce una tendenza crescente verso una politica dell’immigrazione basata sui dati, con scarso controllo pubblico.

L’implementazione di questi strumenti di intelligenza artificiale probabilmente intensificherà le capacità di applicazione dell’ICE e accelererà le indagini, ma approfondirà anche le preoccupazioni etiche sui pregiudizi algoritmici e sul potenziale di identificazione errata o targeting errato.

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